IL
PRESIDENTE DELLA QUINTA COMMISSIONE NARDELLA SCRIVE AI PARLAMENTARI
FIORENTINI
22
Dicembre 2008 da admin
«Firenze, 19 dicembre 2008 Prot. n. 191/08
Ai Parlamentari
Sen. Pier Paolo Amato
Sen. Francesco Bosi
Sen. Vannino Chiti
Sen. Silvia Della Monica
Sen. Vittoria Franco
Sen. Massimo Livi Bacci
Sen. Achille Totaro
On. Riccardo Migliori
On. Guglielmo Picchi
On. Michele Ventura
On. Denis Verdini
e p.c.
Al Presidente di Confindustria Firenze
Dott. Giovanni Gentile
All’Assessore alla Cultura di Firenze
Dott. Eugenio Giani
Gentili
Senatori e Deputati ,
mi rivolgo nuovamente alla Vostra attenzione, come già avvenuto
in altri momenti, per chiedere un intervento a difesa dell’immagine
e del prestigio della nostra comune città.
Mi
riferisco all’annuncio di questi giorni del Ministro per i Beni
e le Attività culturali, Sandro Bondi, di non tenere a Firenze
la convention internazionale sui beni culturali, nota come la “Davos
mondiale della cultura”, bensì in un’altra città
che, dalle cronache dei giornali, potrebbe essere Monza.
Come
ben sapete, l’idea di organizzare in Italia un appuntamento mondiale
dedicato ai grani temi della cultura è nata proprio a Firenze,
grazie all’iniziativa del Presidente di Confindustria Firenze
, Giovanni Gentile.
Molti di voi ricorderanno infatti che la proposta di dar vita ad un
appuntamento annuale di questo tipo e di individuare nel capoluogo toscano
la sede stabile per ospitarlo è stata avanzata in occasione dell’Assemblea
annuale di Confindustria -Firenze nel giugno scorso alla quale molti
di Voi hanno partecipato, come pure una autorevole rappresentanza del
Governo italiano.
La
stessa Commissione da me presieduta si è espressa unanimemente
in favore di questo progetto in occasione di una recente audizione del
Presidente Gentile in Palazzo Vecchio.
Per
questo motivo le istituzioni fiorentine e la Commissione cultura tra
queste, avevano accolto con piacere le dichiarazioni del Ministro Bondi
di una settimana fa di organizzare una Davos mondiale della cultura,
dimostrando in tal modo di apprezzare il progetto fiorentino al punto
da farlo proprio.
Con
grande stupore apprendiamo invece che il Ministro intenderebbe sì
tenere in Italia questo appuntamento, bensì non nella città
da dove è partita la proposta.
E’
inutile ricordare per quante e quali ragioni Firenze abbia tutte le
caratteristiche storiche, culturali e strutturali per ospitare un evento
di portata internazionale che abbia al centro la tutela e la promozione
dei patrimoni culturali dell’umanità.
Il
rischio concreto di perdere questa importante occasione di crescita
economica e culturale, unitamente alla beffa di essere stati promotori
dell’iniziativa, creerebbe alla nostra città ed alla nostra
comunità un danno grave.
Mi
rivolgo a Voi, in qualità di parlamentari legati a Firenze, per
adoperarvi in tutte le sedi istituzionali e politiche affinché
sia sventata questa sciagurata prospettiva e si restituisca alla città
ciò che le spetta.
Con
questi intendimenti Vi propongo di tenere al più presto un incontro
con la Commissione Cultura del Comune di Firenze da me presieduta e
gli altri soggetti interessati dall’iniziativa per valutare quali
azioni comuni intraprendere per conseguire gli obbiettivi auspicati.
Certo
che comprenderete l’importanza e la gravità della circostanza,
invio a tutti Voi i miei migliori saluti.
Dario
Nardella
Presidente della Commissione Cultura».
Firenze capitale della cultura nel mondo
Fonte: Qutidiano Il Firenze del 9 Febbraio 2009, articolo di Valentina
Lo Bianco
Giovanni Gentile, Presidente di Confindustria Firenze.
Editore,
nipote del più noto filosofo e già Ministro dell’Istruzione
assassinato nel 1944, Gentile succede nella presidenza di Confindustria
Firenze a Sergio Ceccuzzi nel giugno del 2007. Tra i suoi obiettivi
primari c’è quello di fare del capoluogo toscano il punto
di riferimento per tutta la culturamondiale.
Raggiunto
l’accordo tra Confindustria Fiorentina e il Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali ‘La sede per quest’anno
è Monza, ma poi sarà trasferita in Toscana’. ‘In
Italia la cultura è una risorsa economica tra le più importanti.
Forse la principale vista l’alta concentrazione di opere nel territorio’.
Ci
sono voluti quasi due anni tra preparativi e trattative. Da una parte
Giovanni Gentile, presidente degli industriali fiorentini.
Dall’altra
il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi.
Risultato finale? Firenze diventerà la capitale della cultura
nel mondo, ospitando, con cadenza ancora da definire, un forum internazionale
a cui parteciperanno i massimi esperti del settore.
Da
tempo lei ha questo progetto in mente. Qual è il senso?
Portare
l’Italia al centro del dibattito internazionale sulla cultura.
È un’iniziativa a cui sto lavorando assieme ai collaboratori
di Confindustria già da un anno e mezzo. Prendendo a prestito
il modello del forum di Davos sull’economia, vorremmo riproporlo
nell’ambito della cultura. Quello di Davos, è un appuntamento
annuale a cui intervengono i maggiori esperti del settore e i ministri
dell’Economia. Quest’anno
c’era Tremonti; in altri tempi intervenivano personaggi del calibro
di Gianni Agnelli o Henry Kissinger. Si riuniscono per fare il punto,
verificare le tendenze economiche, le strade da percorrere, le decisioni
che dovranno poi essere prese.
Il
Forum della cultura come dovrebbe concretizzarsi?
L’idea
è quella di applicare lo stesso modello di Davos. Un appuntamento
ricorrente (vediamo poi se avrà cadenza annuale o biennale anche
se io preferirei lo si facesse ogni anno) a Firenze.
Scusi,
ma nei suoi incontri col ministro Bondi non si è parlato di Monza
come candidata ad ospitare l’evento?
È
successo questo: Bondi era molto contento del progetto, ma aveva già
preso degli accordi col Palazzo Reale di Monza per fare lì il
primo incontro, in collaborazione con l’Unesco. Allora abbiamo
deciso che in quell’occasione, attorno a settembre/ottobre 2009,
verrà annunciato che dall’anno successivo tutto si trasferisce
a Firenze, che diventerà così la sede permanente.
Perchè
proprio la città Toscana?
Perchè
è la sede ideale. È la città nel mondo con la maggiore
concentrazione di beni culturali.
Torniamo
al Forum. Lei è un industriale che si vuole occupare di cultura.
Perchè?
Beh
mi pare ovvio. La cultura in Italia è una risorsa economica tra
le più importanti. Forse addirittura la principale vista l’altissima
concentrazione di opere. E quando parlo di opere intendo sia i beni
mobili che vanno dai dipinti alle sculture; sia il patrimonio immobiliare:
dai monumenti, ai palazzi, con un occhio di riguardo anche ai siti monumentali.
Dunque?
Durante
gli incontri con gli esperti vorremmo occuparci di recupero, conservazione,
restauro, ma anche delle ricadute in termini economici. Dobbiamo renderci
conto che l’ottica con cui si guarda ai beni culturali è
ormai cambiata. Non si può più parlare solo di conservazione
del nostro patrimonio. Ma dobbiamo considerarlo un motore propulsivo
della nostra economia
Dunque, da una parte ci occuperemo di tutti gli aspetti più strettamente
legati alla gestione dei musei o all’usufruibilità da parte
del pubblico. Ma dall’altra apriremo spiragli a nuovi progetti.
Ci
fa un esempio?
In
Italia non esiste l’idea di fiscalità. Ossia, non è
prevista una legislazione ‘premiante’ come negli Stati Uniti
dove i privati che contribuiscono alla valorizzazione di questi beni,
magari con delle donazioni, ottengono in cambio dei vantaggi fiscali.
Questo sarà uno dei temi al centro dell’incontro in Lombardia.
In
che modo si svolgerà il Forum?
Ci
saranno due o tre giorni di convegni al massimo. Il numero delle persone
coinvolte si aggirerà attorno a qualche centinaio, non di più.
Chiaramente non è un evento di massa, non è che arriveranno
gli eserciti di turisti. Non è quello che vogliamo. Saranno poi
importanti le ricadute sul territorio, perchè questo forum porrà
l’Italia sotto gli occhi di tutto il mondo.
L’Italia però è anche il Paese che tra i primi costi
da abbattere, mette mano alla cultura…
Ecco, diciamo che questo evento va nella direzione opposta.
In
che senso scusi?
Ecco
vede, è un buon segnale. Sa, i tagli non sono mica dovuti a ‘cattiveria’,
ma allo stato delle finanze nazionali e internazionali che, come lei
sa bene, sono quelle che sono. Noi le risorse le cercheremo e le troveremo
prevalentemente qui, a Firenze… Poi, dopo, naturalmente saranno
coinvolti il ministero, il governo e vedremo più avanti i dettagli.
Ma quest’iniziativa nasce col sostegno economico della città,
da Confindustria che lo promuove alle Camere di Commercio.. Mi auguro
che in seguito arrivi il sostegno dei privati, ma ora è prematuro
parlarne.
Quindi
i privati si sostituiscono allo stato per promuovere un patrimonio di
tutti?
L’interesse
che possono avere i privati è chiaro: il tornaconto economico.
Il forum sarà un faro per la città con capacità
di creare un indotto che coinvolge la mobilità aerea, quella
terrestre con l’alta velocità, quella urbana, i settori
turistici e così via dicendo.