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Paolo Parenti)
ultimo aggiornamento: 13 settembre, ore 19:32
Venezia
- (Adnkronos/Ign) - Il leader della Lega alla festa dei popoli padani:
"Una catena umana sul Po contro gli extracomunitari". Fini
al Senatùr: ''Suicidio è negare i diritti agli immigrati''
ma il leader leghista: '''Diritti? Sì a casa loro''. Il ministro
per la Semplificazione sulle voci di elezioni anticipate: ''Noi intendiamo
realizzare le riforme quindi è importante che il governo vada
avanti''
Venezia, 13 set. - (Adnkronos/Ign) - ''La Padania sarà libera
con le buone o con le meno buone''. Umberto Bossi alza i toni nel suo
saluto finale alla festa dei popoli Padani oggi a Venezia e rilancia
la tematica secessionista. "La libertà - ha detto il leader
leghista - è un diritto anche ottenerla in tutti i modi".
"Non andremo in pensione finché non arriveremo alla libertà",
ha rimarcato ricordando che "solo l'unità ci garantisce
il raggiungimento della libertà".
Bossi
ha parlato sotto allo striscione appeso sul grande palco galleggiante
con lo slogan "soffia il vento della libertà" e ha
rilanciato la catena umana sul Po, il prossimo anno, per protestare
contro l'afflusso di extracomunitari nel Nord del Paese. Accolto da
applausi e grida di saluto, il senatur ha parlato anche di federalismo
fiscale e gabbie salariali tornando sulla necessità di rapportare
i salari al costo della vita. "Abbiamo visto che la Bce ha detto
che c'è una differenza tra nord e sud - dice il leader del Carroccio
- La vita costa di più al nord del 17%".
Quanto
all'alleanza con il Pdl ha assicurato che è fondamentale e non
c'è nessuna crisi nel rapporto con Berlusconi perché se
"da soli si arriva prima, alleati si va molto più lontano".
E a chi attacca la Lega ha spiegato: "Siamo qui anche quest'anno,
non molleremo mai finché non avremo ottenuto i nostri diritti
di libertà. Siamo qui per ricordare a tutti che è passato
il federalismo e che lo Stato da centralista è diventato federalista".
Per Bossi la Lega punta a raggiungere "risultati epocali".
Prima
dell'inizio del comizio il ministro per la Semplificazione, Roberto
Calderoli, ha cercato di stemperare i toni della polemica tra Bossi
e il vicepresidente della Camera Gianfranco Fini. "Sarà
necessario sedersi attorno ad un tavolo, ma credo che sia una boutade
estiva e basta. Periodicamente arrivano e poi le piogge dell'autunno
se le porta via", ha detto l'esponente leghista, annunciando che
"la settimana prossima Bossi vedrà Fini e credo che poi
Fini vedrà Berlusconi, e per la fine della prossima settimana
non ci sarà più problema". "Il nostro vangelo
è il programma elettorale - ha detto ancora Calderoli - E noi
intendiamo realizzarlo. E' evidente che se qualcuno dovesse discostarsi
da questo programma si aprirebbe una questione politica. Ma sarebbe
una pazzia, nel mezzo di una crisi, andare ad elezioni. Noi intendiamo
realizzare le riforme quindi è importante che il governo vada
avanti".
Sul
palco anche il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni che torna sulle
dichiarazioni di Bossi sul caso escort e sulle vicende delle ultime
settimane che riguardano il presidente del Consiglio. "Io sono
convinto che gli attacchi contro Berlusconi siano contro di noi: vogliono
rompere la nostra alleanza. Siamo noi l'oscuro oggetto di queste manovre",
ha detto il titolare del Viminale che chiede al premier "di non
spaventarsi e di non cedere ai ricatti e tenersi stretta quella parte
di maggioranza che garantisce le riforme".
Secondo
Maroni i numerosi colpi inferti alla criminalità organizzata
stanno facendo muovere i boss che starebbero tramando di colpire. "Sarà
un caso che ci sono dei segnali che i pezzi grossi dalle carceri stanno
pesando di fare qualche cosa" dice il ministro dell'Interno che
aggiunge "noi non abbiamo paura. Noi diamo fastidio: la Lega da
fastidio".
Alle
13:30 il momento clou della giornata: Bossi ha riversato il contenuto
dell'ampolla con l'acqua del Po raccolta sul Monviso nella Laguna Venezianatra
gli applausi di migliaia di leghisti. Bandiere con il Sole delle Alpi
sventolano in città già dalle prime ore di oggi. In tutto
scesi in laguna circa 250 pullman, treni straordinari e naturalmente
mezzi propri. C'è anche chi ha deciso di arrivare direttamente
in barca: è il caso dei sostenitori leghisti che hanno noleggiato
quattro barconi